02 — Attività clinica

Patologie trattate
e prestazioni

L’attività è prevalentemente orientata al trattamento delle patologie del rachide e del sistema nervoso periferico: dalla terapia del dolore in regime ambulatoriale alla chirurgia mini-invasiva e microchirurgica, fino alla valutazione per la neurochirurgia funzionale.

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Patologie

Quando chiedere
un consulto

Dolore che non risponde alle terapie, disturbi della sensibilità, perdita di forza, difficoltà nel cammino: sono i segnali che meritano una valutazione specialistica.

  • 01

    Ernia del disco cervicale

    Cervicobrachialgia, formicolii e riduzione di forza all’arto superiore. Trattabile con microdiscectomia, protesi di disco (artroplastica) o artrodesi, in base al quadro clinico.

  • 02

    Ernia del disco lombare

    Lombosciatalgia e deficit neurologici. Approccio endoscopico o microchirurgico, con rapido recupero funzionale.

  • 03

    Stenosi del canale vertebrale

    Restringimento del canale che comprime le strutture nervose: dolore alle gambe dopo pochi metri di cammino (claudicatio). Decompressione mirata, quando possibile mini-invasiva.

  • 04

    Spondilolistesi

    Scivolamento di una vertebra sull’altra, con instabilità e dolore. Trattamento con decompressione e artrodesi (fusione) mini-invasiva.

  • 05

    Scoliosi degenerativa dell’adulto

    Deformità del rachide che compare con l’età, spesso associata a stenosi. Correzione dell’equilibrio sagittale e stabilizzazione, anche con accessi laterali (XLIF).

  • 06

    Fratture vertebrali

    Traumatiche, osteoporotiche o patologiche. Vertebroplastica percutanea con ago sottile o stabilizzazione con viti percutanee.

  • 07

    Tumori spinali e neuro-oncologia

    Lesioni intra ed extramidollari, metastasi vertebrali: pianificazione chirurgica dedicata e approccio multidisciplinare.

  • 08

    Sindrome del tunnel carpale e nervi periferici

    Formicolii notturni alla mano e perdita di forza. Intervento di decompressione del nervo mediano in anestesia locale, in regime ambulatoriale.

  • 09

    Dolore vertebrale cronico e artrosi delle faccette

    Lombalgia e cervicalgia persistenti, dolore radicolare, artrosi articolare: prima della chirurgia c’è la terapia del dolore, con l’ozonoterapia in regime ambulatoriale.

Terapia del dolore

Ozonoterapia
lombare e cervicale

Non tutto il dolore vertebrale ha bisogno della sala operatoria. L’ozonoterapia è una procedura ambulatoriale: con aghi sottili, senza incisioni e senza ricovero, il farmaco viene portato esattamente dove il dolore nasce — sulla radice nervosa o nell’articolazione zigo-apofisaria.

01 — La procedura

Ago sottile, in ambulatorio

Si esegue in regime ambulatoriale, in pochi minuti e senza anestesia generale. L’ago sottile raggiunge il bersaglio senza alcun taglio chirurgico: al termine il paziente torna a casa autonomamente. La procedura è ripetibile e ben tollerata.

Ambulatoriale · Senza incisioni
02 — Il bersaglio

Radice nervosa

Quando il dolore nasce da un’ernia discale che irrita la radice nervosa — sciatalgia lombare o cervicobrachialgia — l’infiltrazione di ozono raggiunge la radice interessata e agisce sulla componente infiammatoria del dolore.

Sciatalgia · Cervicobrachialgia
03 — Il bersaglio

Articolazione zigo-apofisaria

Quando il dolore nasce invece dall’artrosi delle faccette articolari, l’infiltrazione raggiunge l’articolazione zigo-apofisaria. Accanto all’ozono possono essere impiegati polipeptidi, con finalità rigenerativa sulla cartilagine articolare degenerata.

Artrosi · Polipeptidi

L’indicazione all’ozonoterapia viene posta dopo la visita e la valutazione delle immagini: è un’opzione preziosa nel dolore radicolare e artrosico, ma non sostituisce l’intervento quando esiste una compressione nervosa che richiede la chirurgia.

Tecniche chirurgiche

Il minor trauma possibile,
il miglior risultato possibile

Le tecniche mini-invasive raggiungono la patologia attraverso corridoi anatomici naturali, risparmiando muscoli, ossa e legamenti sani: meno dolore, degenze più brevi, ritorno più rapido alla vita quotidiana.

01 — Endoscopia spinale

Chirurgia endoscopica del rachide

La più recente evoluzione della chirurgia mini-invasiva. Attraverso un’incisione di pochi millimetri viene introdotta una cannula operativa che porta l’endoscopio direttamente sull’ernia: il chirurgo opera guardando un’immagine ad alta definizione, ingrandita, con irrigazione continua. I muscoli vengono divaricati e non sezionati; la perdita ematica è minima e la ripresa è quasi immediata. Spesso è possibile la dimissione in giornata.

Ernia discale · Stenosi foraminale
02 — Microdiscectomia

Chirurgia microscopica dell’ernia

Il riferimento consolidato nel trattamento dell’ernia discale. Attraverso una piccola incisione, con l’ausilio del microscopio operatorio, viene rimosso il solo frammento erniato che comprime la radice nervosa, preservando disco, osso e legamenti sani. Elevata percentuale di risoluzione della sciatalgia e recupero rapido.

Alta precisione · Risparmio anatomico
03 — Artrodesi mini-invasiva

Stabilizzazione senza grandi tagli

Quando il segmento vertebrale è instabile (spondilolistesi, deformità, degenerazione avanzata) può essere necessario fonderlo. Nell’artrodesi mini-invasiva (MIS) le viti peduncolari vengono posizionate per via percutanea sotto guida radiologica o con navigazione, e la cage intersomatica viene inserita attraverso dilatatori tubulari. Rispetto alla chirurgia aperta: minore sanguinamento, minore dolore post-operatorio, degenza più breve.

TLIF · PLIF · XLIF · ALIF
04 — Vertebroplastica percutanea

Con ago sottile, senza incisioni

Nelle fratture vertebrali da osteoporosi, traumatiche o patologiche, un ago sottile viene introdotto nel corpo vertebrale sotto guida fluoroscopica e vi si inietta cemento acrilico, che stabilizza la frattura “dall’interno”. Nessun taglio chirurgico, procedura in anestesia locale o sedazione, controllo del dolore in genere rapido e mobilizzazione precoce.

Fratture vertebrali · Osteoporosi
05 — Protesi di disco cervicale

Artroplastica: stabilizzare conservando il movimento

Nell’ernia cervicale, in pazienti selezionati, al posto della fusione è possibile impiantare una protesi discale che mantiene la mobilità del segmento operato, riducendo il sovraccarico sui livelli adiacenti.

Conservazione del movimento
06 — Decompressione dei nervi periferici

Tunnel carpale e sindromi da intrappolamento

Interventi brevi, in anestesia locale, per liberare il nervo compresso (nervo mediano al polso, nervo ulnare al gomito), con ripresa quasi immediata delle attività quotidiane.

Ambulatoriale

Focus — Artrodesi lombare

TLIF, PLIF,
XLIF, ALIF

Fondere due vertebre significa inserire tra i loro corpi una cage che sostituisce il disco degenerato e ristabilisce altezza e allineamento. Ciò che cambia — e che determina la scelta — è la via di accesso. Non esiste una tecnica “migliore” in assoluto: esiste quella giusta per quel paziente, per quel livello vertebrale e per quel problema.

Confronto tra le principali tecniche di artrodesi intersomatica lombare
Tecnica Via di accesso Indicazioni tipiche Vantaggi Da considerare
TLIFTransforaminal Lumbar Interbody Fusion Posteriore, da un solo lato, attraverso il forame di coniugazione (con rimozione della faccetta articolare omolaterale). Spondilolistesi, discopatia degenerativa, stenosi con instabilità: è oggi la tecnica posteriore più utilizzata. Retrazione minima del sacco durale e delle radici; eseguibile per via mini-invasiva con dilatatori tubulari; decompressione e fusione in un unico accesso. Correzione della lordosi più limitata rispetto agli accessi anteriori; richiede il sacrificio di una faccetta.
PLIFPosterior Lumbar Interbody Fusion Posteriore mediana, bilaterale, con laminectomia e retrazione del sacco durale da entrambi i lati. Stenosi centrale severa che richiede un’ampia decompressione posteriore associata a fusione. Ampia visione e decompressione diretta del canale; possibilità di inserire due cage. Maggiore manipolazione delle strutture nervose e del sacco durale; per questo, nella pratica moderna, è in larga parte sostituita dal TLIF.
XLIF / LLIFLateral Lumbar Interbody Fusion Laterale, per via retroperitoneale attraverso il muscolo psoas, con neuromonitoraggio intraoperatorio continuo. Scoliosi degenerativa dell’adulto, perdita di altezza discale, patologia multilivello, revisioni con cicatrice posteriore. Cage di grandi dimensioni appoggiata sull’anello apofisario: ottimo ripristino dell’altezza discale, della lordosi e dell’allineamento; nessun danno ai muscoli posteriori; decompressione indiretta. Il livello L5-S1 non è raggiungibile (cresta iliaca); possibili disturbi transitori del plesso lombare (formicolii o debolezza all’anca/coscia).
ALIFAnterior Lumbar Interbody Fusion Anteriore, per via retroperitoneale attraverso l’addome, spesso in équipe con il chirurgo vascolare. Discopatia e instabilità a L5-S1 e L4-L5; necessità di ripristinare in modo importante la lordosi lombare. Cage molto ampia e massima capacità di ricostruire altezza e lordosi; rimozione completa del disco; nessun trauma ai muscoli e alle strutture nervose posteriori. Vicinanza ai grossi vasi (rischio vascolare, seppur raro in mani esperte); nell’uomo, rara possibilità di eiaculazione retrograda.

Le tecniche possono essere combinate (ad esempio XLIF o ALIF seguite da viti percutanee posteriori) e la scelta viene sempre discussa con il paziente sulla base della clinica, delle immagini e dell’equilibrio del rachide. Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita specialistica.

Neurochirurgia funzionale

Valutazione per
la neuromodulazione

È una delle frontiere più recenti e moderne della neurochirurgia: non si rimuove una lesione, si modula il funzionamento di un circuito nervoso attraverso un elettrodo che invia impulsi elettrici mirati. Presso lo studio è possibile eseguire la valutazione di candidabilità a questi interventi, primo fra tutti la stimolazione cerebrale profonda (DBS).

01

Malattia di Parkinson

Nei pazienti in cui la terapia farmacologica non controlla più in modo stabile tremore, rigidità e fluttuazioni motorie, la stimolazione cerebrale profonda (DBS) può restituire autonomia e qualità di vita. Il primo passo è stabilire se il paziente è un buon candidato.

DBS
02

Spasticità

L’ipertono muscolare che consegue a lesioni cerebrali o midollari limita il movimento, il cammino e l’assistenza quotidiana. La valutazione funzionale individua i pazienti che possono beneficiare di un trattamento neurochirurgico dedicato.

Ipertono · Riabilitazione
03

Failed Back Surgery Syndrome

Il dolore che persiste dopo uno o più interventi alla schiena (failed low back pain) non è una condanna: quando non c’è più una compressione da rimuovere, la neuromodulazione offre una strada per il controllo del dolore cronico.

Dolore cronico post-chirurgico

Immagini dalla pratica clinica

Intervento al microscopio operatorio
Microchirurgia al microscopio operatorio
Chirurgia di un tumore spinale al microscopio
Chirurgia dei tumori spinali
Risonanza magnetica di un meningioma parietale
Meningioma parietale — RM preoperatoria
Controllo radioscopico intraoperatorio del rachide cervicale
Rachide cervicale — controllo intraoperatorio
Radiografia di controllo dopo artrodesi TLIF
Artrodesi TLIF — controllo radiografico
Radiografia dopo vertebroplastica percutanea
Vertebroplastica — controllo radiografico

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